Le dischiere nella lavorazione del terreno interfila: tipologie e caratteristiche
Sicma

Le dischiere nella lavorazione del terreno interfila: tipologie e caratteristiche

03/06/2022

Lavorare il terreno tra i filari è un’operazione molto più semplice se utilizziamo una macchina interfilare porta attrezzi che ti consente di effettuare con un unico passaggio una serie di lavorazioni diverse facendoti risparmiare tempo, risorse e fatica.

Tra gli utensili di maggiore utilizzo durante le lavorazioni interfilare del terreno le dischiere sono certamente le più apprezzate, grazie alla massima capacità diserbante in considerazione del significativo rivoltamento del terreno e il conseguente interramento delle piante.

Le dischiere per interfilari Sicma si caratterizzano perché composte da utensili regolabili che possono essere

  • passivi, dove l’azione è esplicata per trascinamento sul terreno e
  • attivi, grazie alla motorizzazione con unità idraulica.

 

Dischiere interfilari

 

I dischi si differenziano in due tipologie:

  1.  disco orientabile bombato folle/motorizzato a profilo liscio/dentato;
  2.  disco piatto a stella rincalzante, montata folle.

 

Vediamo più nello specifico le singole caratteristiche.

 

Disco orientabile bombato

Gli utensili a disco bombato sono calotte semisferiche a profilo liscio o dentato, dal diametro di mm 350, la cui inclinazione è regolabile sia nel senso dell’avanzamento che in verticale per favorire la penetrazione e il rimescolamento del terreno.

Nei vigneti l’azione di questi dischi si esplica scavando il terreno attorno ai fusti delle viti e spostandolo verso la fila: in questo modo viene generato un solco che provoca un efficace diserbo meccanico, poi completato dall’azione dissodante del terreno in superficie, che favorisce il deflusso e l’assorbimento dell’acqua ricca di sostanze nutrienti e concimanti fino in profondità.

La scelta del profilo dentato rispetto a quello liscio permette di penetrare più facilmente il terreno. Inoltre taglia in modo più incisivo i residui vegetali e minimizza l’effetto di lisciatura sul fondo della lavorazione.

 

Disco a folle o motorizzato?

L’utilizzo del disco a folle consente di lavorare suoli medio-leggeri ma anche tenaci: scorrendo sopra gli ostacoli limitando danni strutturali, può tagliare orizzontalmente le erbe infestanti, invertire il terreno miscelandolo e rincalzarlo con il minimo compattamento.

Il disco folle liscio o dentato produce scalzatura con rivoltamento del terreno, ma lascia attorno al ceppo una porzione di suolo non lavorato abbastanza estesa che potrebbe talvolta richiedere un completamento manuale o un diserbo localizzato.

Vi sono comunque delle precauzioni da adottare durante la lavorazione con il disco a folle, come per esempio:

  • la velocità di avanzamento e gli angoli di inclinazione (25°-35°) sono direttamente collegati alla forza necessaria: aumentandoli si aumenta la richiesta di potenza poiché si incrementa il volume di terreno mosso, con una correlazione diretta sul grado di affinamento del suolo;
  • in caso di terreni molto argillosi l’utilizzo di dischi lisci rischia di creare un fondo del terreno molto lisciato che favorisce il ristagno idrico;
  • se le condizioni del terreno non sono ottimali per la lavorazione e la regolazione del disco non è adeguata, quest’ultimo potrebbe non ruotare a sufficienza per scaricare la terra, che tenderebbe perciò ad accumularsi parzialmente nella zona anteriore, riducendone l’efficienza.

 

Il disco motorizzato esegue un lavoro simile al folle ma in modo più energico ed è particolarmente utile per terreni più tenaci e con forte infestazione.

Usare la versione motorizzata del disco presenta molti vantaggi: riduce la trazione dal 10 al 75% (in relazione all’angolo di inclinazione dei dischi e al numero dei giri), determina un’ottima omogeneità del lavoro con maggiore interramento e miscelazione dei residui con un flusso più regolare di movimento del suolo e infine risulta più efficiente favorendo una minore dispersione di potenza derivata dal propulsore del trattore e un migliore effetto penetrante nel terreno, che consente di mantenere una profondità costante durante tutta la lavorazione.

Dal momento che l’operatività dei dischi si attesta ad una profondità di circa 15 cm, occorre tenerne in considerazione in caso di presenza di linee gocciolanti interrate. Inoltre, i dischi potrebbero incontrare difficoltà di funzionamento e minore efficacia agronomica in presenza di ostacoli come sassi, ceppaie affioranti e altri fattori ostruttivi.

Spesso questo tipo di attrezzi è montato su interfilari installati su trattori con potenze di circa 60-70 HP ed il loro avanzamento è solito attestarsi in un range di velocità compreso tra 2 e 6 km/h (valori più elevati sono raccomandati per ottimizzare la performance delle dischiere folli).

 

Dischiera a lavoro

 

Disco a stella rincalzante

Quando parliamo, in conclusione, di disco a stella rincalzante (detto anche rollhacke) si parla di una struttura costituita da un corpo centrale avvitato ad una flangia rotante alle cui estremità sono disposti appositi uncini sagomati che penetrano nel terreno e lo fanno ruotare durante l’avanzamento.

Esso può essere doppio o triplo ed è regolabile verticalmente e orizzontalmente; a seconda dell’avanzamento e dell’inclinazione assunta si possono avere incisioni superficiali, con asportazione dei germogli di infestanti appena emersi, lungo il bordo della fila e nell’area trattata in cui si interviene in modo da ottenere anche una rincalzatura del terreno verso il centro del filare mantenendo un discreto grado di umidità.

Il disco a stella rincalzante ha una ridotta efficacia se impiegato da solo: perciò si è soliti utilizzarlo in abbinamento ad una sarchiatrice a dita rotanti. Le condizioni ideali di impiego (max 15 cm profondità) si presentano solitamente su terreni più sciolti o lavorati già in precedenza con altri attrezzi per operazioni ad alta velocità (superiore a 8-9 km/h) consentendo lo spostamento o il contenimento del terreno smosso da altri utensili.

 

Le dischiere Sicma

Le diverse tipologie di dischi esaminate trovano applicazione su più macchine di produzione Sicma, come ad esempio i telai interfilari in cui tutte le tipologie di dischi possono essere utilizzate anche in abbinamento con altri utensili come lame, erpici o sarchiatrici.

 

 

I dischi, peraltro, possono essere equipaggiati anche sulle fresatrici, sia standard che in quelle dotate di kit baulatore: le coppie di dischi bombati lisci (detti anche convogliatori) posizionati anteriormente alla fresatrice e in corrispondenza delle slitte laterali aprono solchi nel terreno consentendo così alla macchina di lavorare ad una maggiore profondità.

Infine, le macchine interfilari Sicma, grazie alla loro versatilità di impiego, consentono il montaggio anche nella parte anteriore del trattore: in questo modo l’operatore può collegare posteriormente una macchina come la fresatrice e impiegare le relative dischiere nell’una o nell’altra, a seconda del tipo di lavorazione da eseguire. Tutto ciò, come è risulta evidente, comporta una maggiore efficienza nelle lavorazioni dei terreni ottimizzando tempo e risorse.

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