Agricoltura biologica e lavorazione minimale: Fresatrice RG BIO
Sicma

Agricoltura biologica e lavorazione minimale: Fresatrice RG BIO

22/06/2021

La sensibilità verso un’agricoltura più sostenibile viene declinata da Sicma attraverso l’ideazione di soluzioni sempre più ricercate, in grado di creare le condizioni ideali per favorire i processi naturali, senza il ricorso alla chimica ed abbattendo così il suo impatto ambientale.

In questo senso, la produzione Sicma destinata all’agricoltura biologica si arricchisce di nuove macchine e, forte di una lunga esperienza nella produzione di fresatrici, l’azienda si è dedicata alla progettazione e produzione di soluzioni meccaniche che consentano una lavorazione minimale del terreno.

La Fresatrice RG Bio è dotata di una coppia di ruote anteriori gemellate grazie alle quali è possibile ottenere una regolazione estremamente precisa ed uniforme della profondità di lavoro, in una fascia di terreno (da 3 a 9 cm) dove, mescolando la massa organica tagliata con la terra, si ottiene l’effetto compost che prepara il suolo all’azione della seminatrice.

RG-Fresatrice Bio

Il rotore è studiato appositamente per raggiungere la rotazione di 344 giri al minuto (molto maggiori dei consueti 250): questo consente di recidere le infestanti in modo netto alla loro radice ottenendo un taglio che ne rallenta la ricrescita (senza ricorrere diserbanti chimici) e di ossigenare il terreno lavorato. 

Altra caratteristica importante è la possibilità di regolare idraulicamente l’apertura dei coperchi posteriori, che permette al materiale organico di fuoriuscire liberamente preservando l’effetto “naturale” della creazione del compost.

Le zappe hanno un preciso angolo di entrata e di taglio, per evitare la compattazione del terreno ed aumentare l’effetto di affinamento della massa lavorata.

 

Trinciato compost bio

La gestione della superficie influenza anche la fertilità del terreno:

  • Un terreno più lavorato e soggetto a stress chimico (diserbanti e antiparassitari) ha una ridotta biodiversità.
  • Questo determina un peggioramento della qualità del suolo (le sue proprietà biochimiche e fisiche vengono degradate: es, contenuto di carbonio, contenuto di azoto, densità apparente, porosità, compattamento) che quindi influenza la qualità dei prodotti agricoli.
  • I residui colturali che possono essere riciclati in un frutteto/vigneto sono molteplici: foglie, potature, frutti caduti, essudati radicali, spoglie di microrganismi e insetti…
  • Dalla loro decomposizione significative quantità di elementi nutritivi ritornano disponibili per l’anno successivo.
  • Ad esempio alcuni studi su meleto hanno quantificato che con la degradazione di tali materiali si rilasciano fino al 45 % di azoto e fosforo o il 67 % di potassio, che quindi ritornano al suolo rispetto a quanto assorbito dalla pianta
  • Sono importanti strumenti per sostenere la fertilità e migliorarla ottimizzando la stabilità strutturale del terreno, la lavorabilità, riduzione dell’erosione, miglioramento della ritenzione idrica, stimolazione delle attività biologiche, rilascio di elementi nutritivi, mitigazione del compattamento.

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